Inverno da amare
La val Sarentino, il Renon, il Salto con Meltina e san Genesio, Aldino - Redagno, monte corno:
nella zona turistica bolzano vigneti e dolomiti l’inverno é la stagione ideale per gli amanti della natura e gli inguaribili romantici.
Finalmente via dalla città, giù per l’autostrada e pronti al divertimento. Un paesaggio montano imbiancato, un’aria pulita e frizzante. Quiete e intimità anziché il frastuono di après-ski e locali sulla neve. Lontano dal chiasso, nella zona turistica Bolzano Vigneti e Dolomiti è ancora possibile gustarsi tutta la magia dell’inverno. Ideale per momenti di distensione e relax per divertirsi sulla neve. Sempre più persone scoprono infatti i pregi delle località sciistiche minori e meno note. Comode, cordiali e simpatiche. Con una realtà ancora genuina in cui è facile sentirsi subito a proprio
agio. La placida Val Sarentino, ad esempio, è una destinazione da mantenere gelosamente segreta. Il comprensorio sciistico di San Martino, ottimo per le famiglie, offre piste splendide e impeccabili e un divertimento assicurato. Niente ressa agli impianti, un sacco di spazio sulle piste. Anche la pista da fondo “Val di Pennes”, lungi dall’essere un noioso anello, propone un variegato tracciato di ben 24 km. E la convenienza economica di una vacanza invernale da queste parti rende la Val Sarentino ancor più interessante per gli appassionati dell’autentica cultura altoatesina e dello stile di vita delle sue genti.
Avete un debole per nostalgia ed eleganza, amate godervi il paesaggio invernale lontano dalla folla? Allora il Renon è proprio quel che fa per voi! Assolutamente da non perdere dunque la veduta che dalla cima del Corno del Renon si gode sull’intera Val d’Adige fino alle vette dolomitiche. E il divertimento sulle piste non manca, ovviamente, neanche sul Renon. Eccezionali, poi, i percorsi da fondo che si snodano attorno al Corno del Renon. Il Renon è considerato meta ideale per chi è alla
ricerca di una vacanza invernale tranquilla. Ma non lasciatevi ingannare. Ha anche ottime qualità sportive. Soprattutto, comunque, è l’ideale per i romantici... Il pregio del Renon, poi, è quello di consentire, in pochi minuti, di passare dalla quiete delle montagne alla vivacità del centro di Bolzano semplicemente servendosi della funivia. La mattina qualche ora di fondo o un’uscita sulle racchette da neve e il pomeriggio shopping sotto i portici o un buon caffé sull’elegante piazza Walther. L’inverno sul Renon: versatile come non mai.
Di rumore e stress ne abbiamo abbastanza tutto l’anno. Che motivo c’è di affliggersi anche durante la settimana bianca? Ecco perché sempre più persone sanno apprezzare i pregi di un paesaggio invernale incontaminato. Cercando il benessere in modo del tutto naturale. Proprio nella zona turistica Bolzano Vigneti e Dolomiti, dove pochi penserebbero di trovare divertimento sulla neve, le località di Aldino-Redagno con il Corno Bianco, il Passo di Oclini e il Parco Naturale Monte Corno
offrono le condizioni ideali per godere dei benefici dell’inverno.
Su una terrazza al sole compresa tra i 900 e i 1200 metri di altitudine, vi attendono infatti fantastiche escursioni in una candida natura incontaminata eppure poco distante da località sciistiche quanto mai interessanti. Pare quasi di trovarsi in un altro mondo, ormai dimenticato. Si diventa tutt’uno con la
natura e si assapora il piacere di una quiete straordinaria, pronta a pervadere corpo e spirito. Il relax può essere così semplice, a volte. Lo stress della vita di tutti i giorni è come improvvisamente svanito e si capisce che, per fortuna, non servono poi tante cose per essere felici. Solo la voglia, una volta tanto, di non fare quel che fanno tutti gli altri, ma scegliere la propria strada. È questo che ha di speciale l’inverno sul Monte Corno, ad Aldino-Redagno come sul Salto, a Meltina e San Genesio.
Un inverno a misura d’uomo. Bellezze naturali autentiche su sentieri romantici anziché autostrade intasate. Ma un po’ come ai bei tempi. Vi sorprenderete di quanto può fare bene.
Montagne innevate
Da inizio dicembre a metà aprile, dai 1.000 ai 3.000 metri d’altitudine, una stagione invernale per tutti i gusti: discesa e fondo, slittino, escursioni sulle racchette da neve, snowboard e uscite in slitta trainate da cavalli. Per informazioni sull’inverno nella zona turistica Bolzano Vigneti e Dolomiti
www.ortlerskiarena.com
Escursioni con le ciaspole
Racchette ai piedi, lontano dalle piste da sci, alla scoperta del paesaggio invernale dell’Alto Adige. I 40 tours più belli sono raccolti nel libro “Escursioni con le ciaspole in Alto Adige“, completo di cartine, sezione informativa compatta, tempi di percorrenza, dislivelli e gradi di diffi coltà. Disponibile in libreria oppure on-line all’indirizzo www.folioverlag.com
Ascesa rapida
L’ 80% della superfi cie dell’Alto Adige è costituito da aree montuose, di cui solo l’ 8% abitabili. Nel 1908 venne costruita tra Bolzano e Colle (1.100 m) la prima funivia al mondo destinata al trasporto passeggeri. Oggi ben 377 impianti disseminati in tutta la provincia portano in quota escursionisti e sciatori.
Placide acque... scricchiolanti
D’inverno, i laghetti balneabili si trasformano in grandi piste di pattinaggio su ghiaccio: il Lago di Costalovara, i Laghi di Monticolo e persino il Lago di Caldaro. Ma attenzione: il pattinaggio
su ghiaccio è possibile solo per brevi periodi!
Geoparc Bletterbach, il canyon straordinario d’ Europa
Montagne aperte. Tempo fossilizzato. Bletterbach.
Milioni di anni or sono, ad Aldino, una località situata a sud-est di Bolzano, il piccolo Rio Bletterbach scavava la terra su una lunghezza di 8 km incidendola fino a 400 m di profondità e
dando origine ad una magnifica gola, unica del suo genere in Europa. Il momento migliore per un’escursione al Canyon del Bletterbach, lungo il tracciato del sentiero geologico, è il pomeriggio, quando le condizioni di luce sono ideali, oppure dopo un temporale, quando il torrente è in piena e il suo alveo si trasforma in un incredibile e affascinante anfiteatro della natura. In tre ore di cammino, la visita consente uno sguardo alla realtà della Terra milioni di anni fa. La discesa nella profondità
del canyon, della durata di circa mezz’ora, mostra 260 milioni di anni di storia della nostra terra. Compiendo quasi un viaggio nel tempo, attraverso Paleozoico e Mesozoico (Permiano e Triassico), il Canyon del Bletterbach si propone come un libro aperto sulla storia del pianeta. “Chi scende nel canyon dovrebbe sempre gettare uno sguardo al cielo e tenere d’occhio l’evolversi del tempo”, si consiglia. Le nubi possono infatti muoversi con estrema rapidità e scatenare temporali improvvisi. Sedici tavole illustrative disposte lungo il sentiero che attraversa il canyon forniscono informazioni sui diversi strati di rocce nate nel corso di una trentina di milioni di anni, formazioni spesso insolite, capaci di suscitare la fantasia e partorire associazioni curiose con volti e figure, occhi, bocche, nasi e orecchie...
Un milione di anni - per noi un’eternità
È affascinante scoprire cosa i geologi riescono a leggere in questi strati, nelle sedimentazioni formatesi con lo scorrere degli anni. Il torrente, si dice, si fa strada, dando vita a meandri. Sulle pareti del canyon sono affiorate innumerevoli sedimentazioni di materiali di origine continentale e marina. Il porfido, lo strato più inferiore, è al contrario un tipo di roccia vulcanica, estremamente resistente all’erosione. Nubi di ceneri e lapilli si spostarono qui ad una velocità di 500 km all’ora. Pareti ripide
e scoscese e spaccature verticali ne sono ancora testimonianza. Oggi il torrente scende a valle placido e tranquillo, l’aria della sera è mite e gli ultimi raggi di sole fanno occhiolino tra la vegetazione. È difficile immaginare che tanto, tanto tempo fa, un’eternità impensabile per noi, una realtà concreta
per i geologi, vi fossero qui fossili ed esseri marini. I punti più cupi nelle pareti evidenziano la notevole presenza di materiale geologico di origine vegetale. Accanto a piante e alberi fossili, vi è stato anche il rinvenimento di microrganismi fossilizzati e tracce di diverse specie di sauri, ma anche di crostacei e cefalopodi a testimoniare, ancora una volta, che duecentocinquanta milioni di anni fa, il mare, espandendosi da est, si estendeva dall’America al Giappone. E che nulla rimane tale e quale. Ogni inverno, ogni maltempo, ogni azione degli agenti atmosferici e ogni erosione contribuiscono alla trasformazione della realtà circostante e fanno del Canyon del Bletterbach uno scenario naturale unico, un affascinante concentrato di geologia, un monumento naturale e un luogo di apprendimento.
Lasciati condurre ...
a malghe, masi e mulini. Oppure nel leggendario mondo di Aldino. E per i più giovani: canyon for kids. Escursioni guidate, Museum Card Aldino-Redagno e biglietti speciali per famiglie.
Sulle tracce della natura
Escursioni guidate sulle orme della natura. L’associazione Turistica locale propone escursioni speciali: dalle escursioni tra alberi e prati in fiore alle escursioni culinarie dedicate all’asparago in primavera fino alle settimane del Törggelen in autunno, dalle gite di castello in castello, alla visita delle piramidi di terra del Renon fino alle camminate per malghe o masi. Da non perdere, ovviamente, le escursioni guidate al Parco Naturale Monte Corno o al Canyon del Bletterbach.
Milioni di anni or sono, ad Aldino, una località situata a sud-est di Bolzano, il piccolo Rio Bletterbach scavava la terra su una lunghezza di 8 km incidendola fino a 400 m di profondità e
dando origine ad una magnifica gola, unica del suo genere in Europa. Il momento migliore per un’escursione al Canyon del Bletterbach, lungo il tracciato del sentiero geologico, è il pomeriggio, quando le condizioni di luce sono ideali, oppure dopo un temporale, quando il torrente è in piena e il suo alveo si trasforma in un incredibile e affascinante anfiteatro della natura. In tre ore di cammino, la visita consente uno sguardo alla realtà della Terra milioni di anni fa. La discesa nella profondità
del canyon, della durata di circa mezz’ora, mostra 260 milioni di anni di storia della nostra terra. Compiendo quasi un viaggio nel tempo, attraverso Paleozoico e Mesozoico (Permiano e Triassico), il Canyon del Bletterbach si propone come un libro aperto sulla storia del pianeta. “Chi scende nel canyon dovrebbe sempre gettare uno sguardo al cielo e tenere d’occhio l’evolversi del tempo”, si consiglia. Le nubi possono infatti muoversi con estrema rapidità e scatenare temporali improvvisi. Sedici tavole illustrative disposte lungo il sentiero che attraversa il canyon forniscono informazioni sui diversi strati di rocce nate nel corso di una trentina di milioni di anni, formazioni spesso insolite, capaci di suscitare la fantasia e partorire associazioni curiose con volti e figure, occhi, bocche, nasi e orecchie...
Un milione di anni - per noi un’eternità
È affascinante scoprire cosa i geologi riescono a leggere in questi strati, nelle sedimentazioni formatesi con lo scorrere degli anni. Il torrente, si dice, si fa strada, dando vita a meandri. Sulle pareti del canyon sono affiorate innumerevoli sedimentazioni di materiali di origine continentale e marina. Il porfido, lo strato più inferiore, è al contrario un tipo di roccia vulcanica, estremamente resistente all’erosione. Nubi di ceneri e lapilli si spostarono qui ad una velocità di 500 km all’ora. Pareti ripide
e scoscese e spaccature verticali ne sono ancora testimonianza. Oggi il torrente scende a valle placido e tranquillo, l’aria della sera è mite e gli ultimi raggi di sole fanno occhiolino tra la vegetazione. È difficile immaginare che tanto, tanto tempo fa, un’eternità impensabile per noi, una realtà concreta
per i geologi, vi fossero qui fossili ed esseri marini. I punti più cupi nelle pareti evidenziano la notevole presenza di materiale geologico di origine vegetale. Accanto a piante e alberi fossili, vi è stato anche il rinvenimento di microrganismi fossilizzati e tracce di diverse specie di sauri, ma anche di crostacei e cefalopodi a testimoniare, ancora una volta, che duecentocinquanta milioni di anni fa, il mare, espandendosi da est, si estendeva dall’America al Giappone. E che nulla rimane tale e quale. Ogni inverno, ogni maltempo, ogni azione degli agenti atmosferici e ogni erosione contribuiscono alla trasformazione della realtà circostante e fanno del Canyon del Bletterbach uno scenario naturale unico, un affascinante concentrato di geologia, un monumento naturale e un luogo di apprendimento.
Lasciati condurre ...
a malghe, masi e mulini. Oppure nel leggendario mondo di Aldino. E per i più giovani: canyon for kids. Escursioni guidate, Museum Card Aldino-Redagno e biglietti speciali per famiglie.
Sulle tracce della natura
Escursioni guidate sulle orme della natura. L’associazione Turistica locale propone escursioni speciali: dalle escursioni tra alberi e prati in fiore alle escursioni culinarie dedicate all’asparago in primavera fino alle settimane del Törggelen in autunno, dalle gite di castello in castello, alla visita delle piramidi di terra del Renon fino alle camminate per malghe o masi. Da non perdere, ovviamente, le escursioni guidate al Parco Naturale Monte Corno o al Canyon del Bletterbach.
Vacanze sportive
Movimento Soft
Piste ciclabiliOltre 600 km di piste ciclabili segnate attraversano le valli dell’Alto Adige: tra distese di meli e boschi o lungo i corsi d’acqua. E la nuova pista ciclabile tra i meleti, il primo sentiero ciclabile
a tema tra Lagundo e Bolzano, vi attende con 40 km di divertimento per l’intera famiglia.
Pedalando su 2000 anni di storia
La Via Claudia Augusta unisce genti, epoche e culture. Lungo il percorso ciclabile che vi si sviluppa,
l’antica via culturale e commerciale dell’Impero Romano torna meravigliosamente a vivere.
www.viaclaudia.org
Due ruote informate
Veloci e sicuri con la cicloguida della zona turistica Bolzano Vigenti e Dolomiti, completa di 41 dettagliate proposte di escursione in bicicletta o tour in mountain bike. Disponibile presso gli uffici turistici locali a partire da € 2,00!
A cavallo
Niente di meglio di un “biondo” cavallo avelignese per ammisulrare e godere la natura. Docile e dal passo sicuro, l’avelignese è anche il cavallo ideale per principianti e bambini. Patria dell’equitazione
per eccellenza è la località di San Genesio: ben sei maneggi invitano a salire in groppa ad un cavallo e andare alla scoperta dell’enorme distesa del Monte Zoccolo (Tschöggelberg) dove uscire a cavallo è ancora permesso ovunque. Ampie strade forestali e stretti sentieri nei boschi sono pronti a
soddisfare tutti i gusti. Per informazioni su ore di equitazione, uscite, trekking a cavallo di diverse giornate o camps per i più piccoli, collegarsi al sito www.jenesien.net
Altri maneggi si trovano poi anche a Laives, Appiano, Caldaro, Cortaccia, Egna, Meltina, nella Val Sarentino, sul Renon e ad Aldino-Redagno. Per informazioni rivolgersi presso gli uffici delle associazioni turistiche locali.
Nordic Walking
Sportivamente a zonzo, tra vigneti e le colline del comune viticolo di Appiano, lungo cinque diversi sentieri di nordic walking di ogni ordine e grado di diffi coltà.
Buca! Golf nei dintorni di Bolzano
Per gli appassionati di golf, ben quattro begli impianti nelle immediate vicinanze: campi da golf a 18 buche “Monte San Pietro” nei pressi di Aldino e “Dolomiti Golf Club“ a Sarnonico (TN), 8 km dopo il Passo della Mendola; campi a nove buche “Gutshof Brandis” di Lana e “Lago di Carezza” sul Passo Carezza.
Dolce far niente: Per tranquilli buongustai
PER TRANQUILLI BUONGUSTAI
Nell’area turistica Bolzano Vigneti e Dolomiti è tutto un brulicare di posticini e sentieri incantevoli e romantici, ideali per momenti di relax. E una volta scoperti i benefici, non c’è che
da ripetere l’esperienza. Soffermandosi magari su una panchina davanti ad un vigneto con vista della larga Val d’Adige, lasciandosi baciare dal sole e gettando lo sguardo affascinato
alla meraviglia di vigne, olivi e cipressi del paesaggio circostante. Anche castelli e antiche residenze offrono lo scenario ideale per incantevoli momenti di ozio. Per esempio sul leggendario colle del rudere di Castelvetere, tra Ora e Montagna, con splendida veduta sulla Val d’Adige. Un luogo perfetto per godersi un indimenticabile tramonto. Oppure la romantica chiesetta di San Giacomo sopra Termeno sul colle di Kastelaz. Posticini ameni e accoglienti, capaci di lasciare splendidi ricordi. Da toccare magari con un tranquillo giro in bicicletta lungo il corso dell’Adige o con una bella camminata.
Scopri il fascino del vero “Törggelen” con una facile camminata fino all’azienda vitivinicola e una lunga sosta all’ombra degli alberi o nella romantica Stube per gustare una corroborante merenda alla maniera altoatesina. Splendida, anche una gita sul Renon, con una corsa sull’antico trenino del Renon, ormai vecchio di un secolo. L’atmosfera nostalgica ed elegante del Renon con le sue ville raffi nate pare quasi creata apposta per i momenti di ozio. La villeggiatura estiva in montagna è nata proprio da queste parti e non è altro che la ricerca del fresco d’estate, uno spostamento in quota per sfuggire all’afa dei mesi estivi in città e dedicarsi al dolce far niente. E chi poteva permetterselo, se ne restava a godere questi piaceri per tutta l’estate.
Nell’area turistica Bolzano Vigneti e Dolomiti è tutto un brulicare di posticini e sentieri incantevoli e romantici, ideali per momenti di relax. E una volta scoperti i benefici, non c’è che
da ripetere l’esperienza. Soffermandosi magari su una panchina davanti ad un vigneto con vista della larga Val d’Adige, lasciandosi baciare dal sole e gettando lo sguardo affascinato
alla meraviglia di vigne, olivi e cipressi del paesaggio circostante. Anche castelli e antiche residenze offrono lo scenario ideale per incantevoli momenti di ozio. Per esempio sul leggendario colle del rudere di Castelvetere, tra Ora e Montagna, con splendida veduta sulla Val d’Adige. Un luogo perfetto per godersi un indimenticabile tramonto. Oppure la romantica chiesetta di San Giacomo sopra Termeno sul colle di Kastelaz. Posticini ameni e accoglienti, capaci di lasciare splendidi ricordi. Da toccare magari con un tranquillo giro in bicicletta lungo il corso dell’Adige o con una bella camminata.
Scopri il fascino del vero “Törggelen” con una facile camminata fino all’azienda vitivinicola e una lunga sosta all’ombra degli alberi o nella romantica Stube per gustare una corroborante merenda alla maniera altoatesina. Splendida, anche una gita sul Renon, con una corsa sull’antico trenino del Renon, ormai vecchio di un secolo. L’atmosfera nostalgica ed elegante del Renon con le sue ville raffi nate pare quasi creata apposta per i momenti di ozio. La villeggiatura estiva in montagna è nata proprio da queste parti e non è altro che la ricerca del fresco d’estate, uno spostamento in quota per sfuggire all’afa dei mesi estivi in città e dedicarsi al dolce far niente. E chi poteva permetterselo, se ne restava a godere questi piaceri per tutta l’estate.
Dolce far niente: Per appassionati della montagna
PER APPASSIONATI DELLA MONTAGNA
Essere superiori a cose e avvenimenti, guardare dall’alto e accorgersi come, con la valle, siano lontanissimi anche i problemi di ogni giorno. Le proprietà terapeutiche delle camminate in
montagna sono indiscusse. Basterà sedersi a godere la pace e l’aria pura di montagna, guardare giù a valle e lasciar scivolare lo sguardo su catene infinite di monti. Non occorre, per questo,
raggiungere necessariamente un rifugio. Al contrario... proprio sulle vette senza struttura gastronomica i momenti di relax sono ancor più sentiti. A destra e sinistra dell’Adige si snoda un fitto reticolo di splendidi sentieri escursionistici con tanto di veduta panoramica e conquista della vetta, ma non mancano le occasioni anche per tranquille passeggiate tra i vigneti, passando magari per le tante eleganti residenze disseminate da queste parti o spingendosi fi no alle regioni alpine della zona escursionistica del Parco Naturale Monte Corno. Chi è in vena di imprese sportive, non potrà lasciarsi sfuggire un’escursione nelle Alpi Sarentine mentre chi preferisce evitare strapazzi, i tanti impianti
di risalita permettono comunque di raggiungere agevolmente le alte quote: da Sant’Antonio / Caldaro per la Mendola, da Vilpiano a Meltina, da Bolzano a San Genesio, Soprabolzano / Renon o Colle. O ancor più in alto, fino al Corno del Renon e a San Martino.
Non è che per godere la montagna si debba per forza sempre sudare.
Essere superiori a cose e avvenimenti, guardare dall’alto e accorgersi come, con la valle, siano lontanissimi anche i problemi di ogni giorno. Le proprietà terapeutiche delle camminate in
montagna sono indiscusse. Basterà sedersi a godere la pace e l’aria pura di montagna, guardare giù a valle e lasciar scivolare lo sguardo su catene infinite di monti. Non occorre, per questo,
raggiungere necessariamente un rifugio. Al contrario... proprio sulle vette senza struttura gastronomica i momenti di relax sono ancor più sentiti. A destra e sinistra dell’Adige si snoda un fitto reticolo di splendidi sentieri escursionistici con tanto di veduta panoramica e conquista della vetta, ma non mancano le occasioni anche per tranquille passeggiate tra i vigneti, passando magari per le tante eleganti residenze disseminate da queste parti o spingendosi fi no alle regioni alpine della zona escursionistica del Parco Naturale Monte Corno. Chi è in vena di imprese sportive, non potrà lasciarsi sfuggire un’escursione nelle Alpi Sarentine mentre chi preferisce evitare strapazzi, i tanti impianti
di risalita permettono comunque di raggiungere agevolmente le alte quote: da Sant’Antonio / Caldaro per la Mendola, da Vilpiano a Meltina, da Bolzano a San Genesio, Soprabolzano / Renon o Colle. O ancor più in alto, fino al Corno del Renon e a San Martino.
Non è che per godere la montagna si debba per forza sempre sudare.
Dolce far niente
È sicuramente curioso osservare come tante persone si stressino e sopportino fatiche di ogni genere per fare il meno possibile. Eccoli ore e ore rinchiusi in aerei sovraff ollati per trascorrere
poi settimane di monotonia assoluta sulle spiagge.
Fiumi di denaro che scorrono per atmosfere esotiche in eleganti templi del wellness e per riprendersi dallo stress quotidiano tra campane tibetane, massaggi profondi ad eff etto
disintossicante e talassoterapia Yin-Yang. L’obiettivo, sempre lo stesso, anche se con un nome diverso: distensione, relax, time-out, downsizing, slow motion. Insomma, riposo con
un’organizzazione minimalista del tempo libero. Il relax del dolce far niente. Per quanto apparentemente nuovo, il fenomeno non lo è aff atto. “Noia. Tu sei la madre delle muse“
scriveva già Goethe nell’Epigramma Veneziano. In tempi in cui il termine Wellness non si conosceva ancora. Anche se in realtà è più vecchio di quanto generalmente si pensi. Negli anni Cinquanta del secolo scorso si aff ermò negli USA un primo vero movimento wellness che promuoveva l’adozione di misure mediche preventive. Già allora se ne era individuato l’effetto benefi co sulla salute e, soprattutto,il correlato effetto benefico per le casse del sistema sanitario. Forse sa un pochino
troppo di soggiorno di cura e cassa mutua. Il vero rilassato sa infatti che il relax migliore è possibile anche senza talassoterapia e strani massaggi su lana di pecora... Cosa serve?
Una buona dose di soddisfazione interiore e il posto giusto, capace ovviamente, di infl uirvi positivamente. Molto amate sono ad esempio le montagne. È curioso osservare con quale
rapidità le persone tendano a trasformarsi con l’aumentare dell’altitudine e riescano a levarsi di dosso tutta la frenesia della vita moderna. Altrettanto effi caci, ambienti come acqua o spiagge. Ma anche luoghi storici dal grande fascino, con tratti mistici capaci di ispirare gli individui.
Montagne, laghi e luoghi storico-pittoreschi. Presenti in abbondanza, nell’area turistica Bolzano Vigneti e Dolomiti. E in più: tutto il sole che volete e lo splendido clima mediterraneo, temperato e gradevole. Tutte premesse ideali per una vacanza di puro relax, curata e di stile. Talvolta, tuttavia, il tanto atteso eff etto relax tarda a farsi sentire. Ecco una sorta di “istruzioni per l’uso” di una vacanza fatta di relax elegante e curato alla sudtirolese.
poi settimane di monotonia assoluta sulle spiagge.
Fiumi di denaro che scorrono per atmosfere esotiche in eleganti templi del wellness e per riprendersi dallo stress quotidiano tra campane tibetane, massaggi profondi ad eff etto
disintossicante e talassoterapia Yin-Yang. L’obiettivo, sempre lo stesso, anche se con un nome diverso: distensione, relax, time-out, downsizing, slow motion. Insomma, riposo con
un’organizzazione minimalista del tempo libero. Il relax del dolce far niente. Per quanto apparentemente nuovo, il fenomeno non lo è aff atto. “Noia. Tu sei la madre delle muse“
scriveva già Goethe nell’Epigramma Veneziano. In tempi in cui il termine Wellness non si conosceva ancora. Anche se in realtà è più vecchio di quanto generalmente si pensi. Negli anni Cinquanta del secolo scorso si aff ermò negli USA un primo vero movimento wellness che promuoveva l’adozione di misure mediche preventive. Già allora se ne era individuato l’effetto benefi co sulla salute e, soprattutto,il correlato effetto benefico per le casse del sistema sanitario. Forse sa un pochino
troppo di soggiorno di cura e cassa mutua. Il vero rilassato sa infatti che il relax migliore è possibile anche senza talassoterapia e strani massaggi su lana di pecora... Cosa serve?
Una buona dose di soddisfazione interiore e il posto giusto, capace ovviamente, di infl uirvi positivamente. Molto amate sono ad esempio le montagne. È curioso osservare con quale
rapidità le persone tendano a trasformarsi con l’aumentare dell’altitudine e riescano a levarsi di dosso tutta la frenesia della vita moderna. Altrettanto effi caci, ambienti come acqua o spiagge. Ma anche luoghi storici dal grande fascino, con tratti mistici capaci di ispirare gli individui.
Montagne, laghi e luoghi storico-pittoreschi. Presenti in abbondanza, nell’area turistica Bolzano Vigneti e Dolomiti. E in più: tutto il sole che volete e lo splendido clima mediterraneo, temperato e gradevole. Tutte premesse ideali per una vacanza di puro relax, curata e di stile. Talvolta, tuttavia, il tanto atteso eff etto relax tarda a farsi sentire. Ecco una sorta di “istruzioni per l’uso” di una vacanza fatta di relax elegante e curato alla sudtirolese.
La nuova università di Bolzano
WWW.UNIBZ.IT
La nuova università di Bolzano, fondata nel 1997, offre per quattro facoltà programmi di studio in tre lingue: una realtà interessante non solo per gli altoatesini ma anche, e soprattutto, per gli italiani, non tradizionalmente versati nelle lingue eppure sicuramente interessati a fregiare il proprio titolo conun buon livello di conoscenze linguistiche. E viceversa, ovviamente.
Dove altro è possibile, per uno studente tedesco di design o turismo, sostenere gli esami scegliendo tra tedesco, inglese o italiano? E questa atmosfera poliglotta e multiculturale conferisce ovviamente un fascino del tutto speciale a questa nuova città universitaria, una delle poche in grado di offrire
così tanti elementi di interesse culturale e paesaggistico.
Bolzano, inoltre, ha ottenuto un riconoscimento ufficiale dei suoi pregi. Il prestigioso quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” ha definito Bolzano, accanto a Bologna, Milano e Verona,
una delle città con la più alta qualità di vita. Una qualità, è vero, spesso misurata sulla base di dati e fatti. Ancor più importante è lo spirito di una città, il senso del vivere. E da questo punto di vista Bolzano offre moltissime possibilità. Dalle accoglienti cantine sul Renon con vista sulle distese di vigne a valle, al clima mediterraneo della Val d’Adige con passeggiate tra cipressi, olivi e palme fi no allo shopping in centro, immersi nella vita frenetica e gioiosa della città. Lasciatevi semplicemente sedurre dal fascino unico di questa città, capace di offrire ad ogni gusto e stato d’animo il meglio del meglio. Agli inguaribili romantici e agli appassionati della natura, ai maniaci del life-style fi no ai più delicati.
Bolzano: sempre pronta a sorprendervi.
Shopping a Bolzano
ARMANI & LUIS TRENKER
Anche lo shopping assume a Bolzano un carattere del tutto speciale.
Nel cuore della città, tra Piazza Municipio, Piazza Walther e Via Cassa di Risparmio, pare di essere in una metropoli del Nord Italia. Boutiques eleganti, vetrine ammalianti e oggetti di carissimo design. Armani, Dolce & Gabbana, Prada e Gucci campeggiano negli armadi dei bolzanini con la stessa disinvoltura con cui riempiono quelli delle altre metropoli italiane.
Ma c’è anche un altro mondo dello shopping. Fiero e fedele alle tradizioni, con un tocco di nostalgia, come il grande negozio di abiti e costumi tradizionali Oberrauch Zitt o l’antica cappelleria Rizzolli sotto i Portici, i laboratori di incisione lignea di Tschager e l’ampio assortimento di prodotti dell’artigianato sudtirolese. Per non parlare delle piccole librerie e dei negozi di specialità gastronomiche.
E visto che si parla già di mangiare, non possiamo nascondere che Bolzano, incrocio tra nord e sud, sa giocare bene le sue carte tirando sempre fuori gli assi migliori. Nel solo centro, la città sfoggia un’ottima selezione di locali della cucina classica sudtirolese come il Vögele in Piazza delle Erbe, il popolarissimo Hopfen & Co, un’osteria con una propria distilleria di birra o altri locali storici come il Batznhäusl o il Löwengrube, in cui non è solo l’atmosfera a ricreare quell’ambiente elegante e
nostalgico ma anche i protagonisti della cara vecchia cucina sudtirolese: Schlutzkrapfen (ravioloni ripieni), Knödel (canederli) e Speck ma anche tanti altri piatti nutrienti e gustosi.
L’ italiano, però, non è servito solo nelle traduzioni dei menu ma anche in tavola, con i piatti tradizionali della cucina italiana classica. E questo non solo per motivi turistici ma perché i
bolzanini apprezzano da sempre i pregi della cucina mediterranea.
Non a torto, si dirà, soprattutto oggi che la vita sedentaria di uffi cio chiede una dieta sicuramente diversa da quella dei contadini di montagna... Ecco allora che ai locali italiani
ormai consolidati come la favolosa Hostaria Argentieri nel vicolo omonimo e le numerose pizzerie si aggiungono i tanti locali tradizionali in cui, soprattutto per venire incontro alla
domanda dei più giovani, si trova un forno da pizza. Questo per quanto riguarda il cibo. Ora sarebbe il turno del bere e, soprattutto, del vino. I bolzanini, come gli altoatesini in generale, anche su questo punto sono molto legati alla loro terra.
Basta fare due passi in Piazza delle Erbe e nei vicoli vicini: un brulicare di nuove ed eleganti vinoteche e locali in cui bere in compagnia. Sui banconi, soprattutto vini locali, una scelta
che non è solo frutto di mero patriottismo. I viticoltori dell’Alto Adige, infatti, godono ormai da tempo di grande fama.
Non solo l’ormai noto Alois Lageder di Magrè ma tanti altri suoi colleghi, magari più piccoli, da Franz Haas al Barone Widmann fi no al Conte Enzenberg, la cui nomea è ormai, in tutta
Italia, eccellente. A Bolzano non mancano però nemmeno i grandi vini toscani, piemontesi o umbri. Ma le varietà locali sono sempre le migliori.
Anche lo shopping assume a Bolzano un carattere del tutto speciale.
Nel cuore della città, tra Piazza Municipio, Piazza Walther e Via Cassa di Risparmio, pare di essere in una metropoli del Nord Italia. Boutiques eleganti, vetrine ammalianti e oggetti di carissimo design. Armani, Dolce & Gabbana, Prada e Gucci campeggiano negli armadi dei bolzanini con la stessa disinvoltura con cui riempiono quelli delle altre metropoli italiane.
Ma c’è anche un altro mondo dello shopping. Fiero e fedele alle tradizioni, con un tocco di nostalgia, come il grande negozio di abiti e costumi tradizionali Oberrauch Zitt o l’antica cappelleria Rizzolli sotto i Portici, i laboratori di incisione lignea di Tschager e l’ampio assortimento di prodotti dell’artigianato sudtirolese. Per non parlare delle piccole librerie e dei negozi di specialità gastronomiche.
E visto che si parla già di mangiare, non possiamo nascondere che Bolzano, incrocio tra nord e sud, sa giocare bene le sue carte tirando sempre fuori gli assi migliori. Nel solo centro, la città sfoggia un’ottima selezione di locali della cucina classica sudtirolese come il Vögele in Piazza delle Erbe, il popolarissimo Hopfen & Co, un’osteria con una propria distilleria di birra o altri locali storici come il Batznhäusl o il Löwengrube, in cui non è solo l’atmosfera a ricreare quell’ambiente elegante e
nostalgico ma anche i protagonisti della cara vecchia cucina sudtirolese: Schlutzkrapfen (ravioloni ripieni), Knödel (canederli) e Speck ma anche tanti altri piatti nutrienti e gustosi.
L’ italiano, però, non è servito solo nelle traduzioni dei menu ma anche in tavola, con i piatti tradizionali della cucina italiana classica. E questo non solo per motivi turistici ma perché i
bolzanini apprezzano da sempre i pregi della cucina mediterranea.
Non a torto, si dirà, soprattutto oggi che la vita sedentaria di uffi cio chiede una dieta sicuramente diversa da quella dei contadini di montagna... Ecco allora che ai locali italiani
ormai consolidati come la favolosa Hostaria Argentieri nel vicolo omonimo e le numerose pizzerie si aggiungono i tanti locali tradizionali in cui, soprattutto per venire incontro alla
domanda dei più giovani, si trova un forno da pizza. Questo per quanto riguarda il cibo. Ora sarebbe il turno del bere e, soprattutto, del vino. I bolzanini, come gli altoatesini in generale, anche su questo punto sono molto legati alla loro terra.
Basta fare due passi in Piazza delle Erbe e nei vicoli vicini: un brulicare di nuove ed eleganti vinoteche e locali in cui bere in compagnia. Sui banconi, soprattutto vini locali, una scelta
che non è solo frutto di mero patriottismo. I viticoltori dell’Alto Adige, infatti, godono ormai da tempo di grande fama.
Non solo l’ormai noto Alois Lageder di Magrè ma tanti altri suoi colleghi, magari più piccoli, da Franz Haas al Barone Widmann fi no al Conte Enzenberg, la cui nomea è ormai, in tutta
Italia, eccellente. A Bolzano non mancano però nemmeno i grandi vini toscani, piemontesi o umbri. Ma le varietà locali sono sempre le migliori.
Il Renon, Altopiano sopra Bolzano
Culla della "Villeggiatura estiva"
TUTTI AL FRESCO
Puntualmente, a inizio estate, era ed è tuttora abitudine andare “al fresco”. Pare che l’usanza di cercare in montagna un po’ di frescura sia nata nel lontano 1576, mentre in città infuriava
una terribile pestilenza. I primi documenti attestanti quest’allegra migrazione estiva risalgono invece al 1650 circa: si tratta dei bersagli riccamente dipinti e dei meravigliosi affreschi ornanti i soffitti lignei delle antiche residenze estive erette sul Renon. La tradizionale villeggiatura estiva in montagna
durava esattamente 72 giorni.
Così scrivono gli annali: puntualmente, il 29 giugno, SS. Pietro e Paolo, corredi e suppellettili delle famiglie abbienti di Bolzano andavano a riempire casse e bauli e, sistemati i bambini in ceste di vimini, venivano condotti in montagna accompagnati dalla “signora”, seduta per lo più in sella ad un cavallo. Questa seconda residenza, domicilio estivo sul Renon, faceva soprattutto la felicità dei bambini. Gli uomini, impegnati sul lavoro, vi rimanevano solo per brevi periodi recandosi in visita alla famiglia solo i fine settimana. Non esistevano, a quei tempi, le ferie nell’accezione moderna del termine.
Già nelle “Otto beatitudini di Bolzano”, sacro regolamento per ogni bolzanino che si rispettasse, Karl Theodor Hoeniger criticava aspramente la deplorevole usanza di possedere una casa estiva sulle alture del Renon.
Ma nemmeno la nobiltà e la ricca borghesia di Vienna e degli antichi territori della corona si lasciavano scoraggiare dal lungo viaggio e, portati pacchi e fagotti (bambini compresi...) alla stazione, li si spediva lungo la ferrovia del sud alla volta di Bolzano, passando per Lienz e la fresca Val Pusteria. E lì erano pronti ad attenderli le famose ceste (“Pennen”) per il Renon.
CULLA DELLA “VILLEGGIATURA ESTIVA”
Già nel 1505 vi era sull’Altopiano del Renon il primo “villeggiante estivo”: Hanns Ried, di professione doganiere sull’Isarco che, su incarico dell’Imperatore Massimiliano I, scrisse il
poema eroico dell’Adige noto come “Amraser Heldenbuch”.
Oppresso dalla calura estiva che imperversava a Bolzano, chiese all’imperatore di poter assolvere al compito in un luogo più fresco. Un’altra fonte risale invece al 1675, all’epoca in cui un bolzanino, Christoph Parth, cercava un terreno per costruirvi una casa di villeggiatura al fresco. E in una descrizione geografi ca della regione di Marx Sittich von Wolkenstein si legge, già nel 1600 che, sopra Bolzano, vi è un luogo molto bello e ameno, dai prati pianeggianti e i boschi di larici. E così
sul Renon viene coniata quell’espressione, ormai tanto di moda, che descrive la ricerca del “fresco d’estate”.
IL TRENINO DEL RENON
Oltre alle tradizionali località di riposo di Collalbo e Lengmoos, il vicino borgo di Soprabolzano-Maria Assunta andò ben presto affermandosi come esclusiva località di villeggiatura
estiva. Qui costruirono le proprie residenze le famiglie Zallinger, Gummer, Graff , Menz, Eyerl, Hepperger ecc. Mentre le donne, in compagnia dei fi gli, vi trascorrevano tutta l’estate, gli uomini lasciavano solo di tanto in tanto l’ufficio approfittando, dal 1907 anche della grande comodità della
ferrovia a cremagliera da Piazza Walther, il “salone della città” lo conduceva direttamente al domicilio estivo. Hoffensthal guardò con scetticismo a questa conquista della tecnica e alla creazione delle strutture alberghiere che nella sua elegia “Addio a Soprabolzano” annunciavano l’avvento
del turismo alpino, foriero di tanto denaro e accolto quasi con servilismo dal personale degli alberghi ma incapace di dare a quei nuovi foresti la ricchezza dei ricordi, cari e insostituibili, che la montagna ha donato ai suoi primi villeggianti estivi.
SENTIERO DELLE CASTAGNE - SENTIERO A TEMA
I circa 30 km del tratto del Sentiero escursionistico delle Castagne della Valle Isarco che attraversa il Renon tocca insediamenti preistorici, diverse chiese e un cimitero romano oltre ad una varietà di luoghi leggendari. Consigliato non solo in autunno!
Bolzano vigneti e Dolomiti
Tutto quello che hai sempre voluto
Un luogo di vacanza in Alto Adige da gustare con gli occhi e la bocca, odorare e sentire, un luogo da sfi orare come una lampada magica, lasciando che i sogni si avverino. La freschezza dell’aria di montagna tra una vegetazione mediterranea, paesaggi baciati dal sole, pittoreschi vigneti e scenari montani dalla bellezza incomparabile, borghi romantici e suggestione metropolitana, fedeltà alle tradizioni ed eleganza moderna.L’area turistica Bolzano Vigneti e Dolomiti racchiude in sé tutte le gemme del paesaggio e della cultura all’incrocio tra il mondo di lingua tedesca e quello di lingua italiana. E una vacanza da queste parti promette tutto un susseguirsi di eventi e sorprese. La vivacità di un grosso centro urbano come quello di Bolzano, ricco di tesori culturali, musei, esposizioni, teatri, negozi eleganti e ottime strutture ricettive e gastronomiche. La nostalgica salita sul Renon, un tempo luogo di residenza estiva della cittadinanza benestante. La selvaggia Val Sarentino con le sue cime svettanti e i borghi dal gusto antico. L’ampia Val d’Adige con la famosa Strada del Vino, le piccole località pittoresche, felice connubio tra leggerezza mediterranea e tradizionale cordialità sudtirolese. Il meraviglioso Parco Naturale Monte Corno e l’incredibile canyon del Rio Bletterbach, i tanti specchi d’acqua balneabili, i sentieri silenziosi tra vigneti e campi di mele e, sullo sfondo, vette dorate dalla veduta panoramica.
Bolzano Vigneti e Dolomiti è tutto questo...
L’ideale per oziare come si deve, estasiando occhi e palato. Ristoranti e trattorie per tutti i gusti: dall’enoteca di famiglia alla locanda d’altri tempi, fi no ai raffi nati locali di prestigio. Un paradiso
per gli sportivi e gli amanti della natura, grazie alla sua ricca proposta di escursioni di ogni ordine e grado, camminate tranquille fra paesaggi idilliaci, tour in bicicletta per tutte le età e tuffi nelle acque fresche di montagna.
Una regione per le vacanze che, malgrado l’abbondanza di attrattive, è rimasta genuinamente cordiale. Senza tante sovrastrutture commerciali, ma off rendo semplicemente un paesaggio autentico e rurale plasmato dalla vitalità e dalla gioia di vivere.
Sole, montagne, laghetti alpini, cultura, vino e gastronomia.
Tutto quello che potresti desiderare per una vera vacanza
Abonnieren
Posts (Atom)