Dolce far niente: Per appassionati della montagna

PER APPASSIONATI DELLA MONTAGNA
Essere superiori a cose e avvenimenti, guardare dall’alto e accorgersi come, con la valle, siano lontanissimi anche i problemi di ogni giorno. Le proprietà terapeutiche delle camminate in
montagna sono indiscusse. Basterà sedersi a godere la pace e l’aria pura di montagna, guardare giù a valle e lasciar scivolare lo sguardo su catene infinite di monti. Non occorre, per questo,
raggiungere necessariamente un rifugio. Al contrario... proprio sulle vette senza struttura gastronomica i momenti di relax sono ancor più sentiti. A destra e sinistra dell’Adige si snoda un fitto reticolo di splendidi sentieri escursionistici con tanto di veduta panoramica e conquista della vetta, ma non mancano le occasioni anche per tranquille passeggiate tra i vigneti, passando magari per le tante eleganti residenze disseminate da queste parti o spingendosi fi no alle regioni alpine della zona escursionistica del Parco Naturale Monte Corno. Chi è in vena di imprese sportive, non potrà lasciarsi sfuggire un’escursione nelle Alpi Sarentine mentre chi preferisce evitare strapazzi, i tanti impianti
di risalita permettono comunque di raggiungere agevolmente le alte quote: da Sant’Antonio / Caldaro per la Mendola, da Vilpiano a Meltina, da Bolzano a San Genesio, Soprabolzano / Renon o Colle. O ancor più in alto, fino al Corno del Renon e a San Martino.
Non è che per godere la montagna si debba per forza sempre sudare.

Dolce far niente

È sicuramente curioso osservare come tante persone si stressino e sopportino fatiche di ogni genere per fare il meno possibile. Eccoli ore e ore rinchiusi in aerei sovraff ollati per trascorrere
poi settimane di monotonia assoluta sulle spiagge.
Fiumi di denaro che scorrono per atmosfere esotiche in eleganti templi del wellness e per riprendersi dallo stress quotidiano tra campane tibetane, massaggi profondi ad eff etto
disintossicante e talassoterapia Yin-Yang. L’obiettivo, sempre lo stesso, anche se con un nome diverso: distensione, relax, time-out, downsizing, slow motion. Insomma, riposo con
un’organizzazione minimalista del tempo libero. Il relax del dolce far niente. Per quanto apparentemente nuovo, il fenomeno non lo è aff atto. “Noia. Tu sei la madre delle muse“
scriveva già Goethe nell’Epigramma Veneziano. In tempi in cui il termine Wellness non si conosceva ancora. Anche se in realtà è più vecchio di quanto generalmente si pensi. Negli anni Cinquanta del secolo scorso si aff ermò negli USA un primo vero movimento wellness che promuoveva l’adozione di misure mediche preventive. Già allora se ne era individuato l’effetto benefi co sulla salute e, soprattutto,il correlato effetto benefico per le casse del sistema sanitario. Forse sa un pochino
troppo di soggiorno di cura e cassa mutua. Il vero rilassato sa infatti che il relax migliore è possibile anche senza talassoterapia e strani massaggi su lana di pecora... Cosa serve?
Una buona dose di soddisfazione interiore e il posto giusto, capace ovviamente, di infl uirvi positivamente. Molto amate sono ad esempio le montagne. È curioso osservare con quale
rapidità le persone tendano a trasformarsi con l’aumentare dell’altitudine e riescano a levarsi di dosso tutta la frenesia della vita moderna. Altrettanto effi caci, ambienti come acqua o spiagge. Ma anche luoghi storici dal grande fascino, con tratti mistici capaci di ispirare gli individui.
Montagne, laghi e luoghi storico-pittoreschi. Presenti in abbondanza, nell’area turistica Bolzano Vigneti e Dolomiti. E in più: tutto il sole che volete e lo splendido clima mediterraneo, temperato e gradevole. Tutte premesse ideali per una vacanza di puro relax, curata e di stile. Talvolta, tuttavia, il tanto atteso eff etto relax tarda a farsi sentire. Ecco una sorta di “istruzioni per l’uso” di una vacanza fatta di relax elegante e curato alla sudtirolese.

La nuova università di Bolzano

WWW.UNIBZ.IT

La nuova università di Bolzano, fondata nel 1997, offre per quattro facoltà programmi di studio in tre lingue: una realtà interessante non solo per gli altoatesini ma anche, e soprattutto, per gli italiani, non tradizionalmente versati nelle lingue eppure sicuramente interessati a fregiare il proprio titolo con
un buon livello di conoscenze linguistiche. E viceversa, ovviamente.
Dove altro è possibile, per uno studente tedesco di design o turismo, sostenere gli esami scegliendo tra tedesco, inglese o italiano? E questa atmosfera poliglotta e multiculturale conferisce ovviamente un fascino del tutto speciale a questa nuova città universitaria, una delle poche in grado di offrire
così tanti elementi di interesse culturale e paesaggistico.
Bolzano, inoltre, ha ottenuto un riconoscimento ufficiale dei suoi pregi. Il prestigioso quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” ha definito Bolzano, accanto a Bologna, Milano e Verona,
una delle città con la più alta qualità di vita. Una qualità, è vero, spesso misurata sulla base di dati e fatti. Ancor più importante è lo spirito di una città, il senso del vivere. E da questo punto di vista Bolzano offre moltissime possibilità. Dalle accoglienti cantine sul Renon con vista sulle distese di vigne a valle, al clima mediterraneo della Val d’Adige con passeggiate tra cipressi, olivi e palme fi no allo shopping in centro, immersi nella vita frenetica e gioiosa della città. Lasciatevi semplicemente sedurre dal fascino unico di questa città, capace di offrire ad ogni gusto e stato d’animo il meglio del meglio. Agli inguaribili romantici e agli appassionati della natura, ai maniaci del life-style fi no ai più delicati.
Bolzano: sempre pronta a sorprendervi.

Shopping a Bolzano

ARMANI & LUIS TRENKER

Anche lo shopping assume a Bolzano un carattere del tutto speciale.
Nel cuore della città, tra Piazza Municipio, Piazza Walther e Via Cassa di Risparmio, pare di essere in una metropoli del Nord Italia. Boutiques eleganti, vetrine ammalianti e oggetti di carissimo design. Armani, Dolce & Gabbana, Prada e Gucci campeggiano negli armadi dei bolzanini con la stessa disinvoltura con cui riempiono quelli delle altre metropoli italiane.
Ma c’è anche un altro mondo dello shopping. Fiero e fedele alle tradizioni, con un tocco di nostalgia, come il grande negozio di abiti e costumi tradizionali Oberrauch Zitt o l’antica cappelleria Rizzolli sotto i Portici, i laboratori di incisione lignea di Tschager e l’ampio assortimento di prodotti dell’artigianato sudtirolese. Per non parlare delle piccole librerie e dei negozi di specialità gastronomiche.
E visto che si parla già di mangiare, non possiamo nascondere che Bolzano, incrocio tra nord e sud, sa giocare bene le sue carte tirando sempre fuori gli assi migliori. Nel solo centro, la città sfoggia un’ottima selezione di locali della cucina classica sudtirolese come il Vögele in Piazza delle Erbe, il popolarissimo Hopfen & Co, un’osteria con una propria distilleria di birra o altri locali storici come il Batznhäusl o il Löwengrube, in cui non è solo l’atmosfera a ricreare quell’ambiente elegante e
nostalgico ma anche i protagonisti della cara vecchia cucina sudtirolese: Schlutzkrapfen (ravioloni ripieni), Knödel (canederli) e Speck ma anche tanti altri piatti nutrienti e gustosi.
L’ italiano, però, non è servito solo nelle traduzioni dei menu ma anche in tavola, con i piatti tradizionali della cucina italiana classica. E questo non solo per motivi turistici ma perché i
bolzanini apprezzano da sempre i pregi della cucina mediterranea.
Non a torto, si dirà, soprattutto oggi che la vita sedentaria di uffi cio chiede una dieta sicuramente diversa da quella dei contadini di montagna... Ecco allora che ai locali italiani
ormai consolidati come la favolosa Hostaria Argentieri nel vicolo omonimo e le numerose pizzerie si aggiungono i tanti locali tradizionali in cui, soprattutto per venire incontro alla
domanda dei più giovani, si trova un forno da pizza. Questo per quanto riguarda il cibo. Ora sarebbe il turno del bere e, soprattutto, del vino. I bolzanini, come gli altoatesini in generale, anche su questo punto sono molto legati alla loro terra.

Basta fare due passi in Piazza delle Erbe e nei vicoli vicini: un brulicare di nuove ed eleganti vinoteche e locali in cui bere in compagnia. Sui banconi, soprattutto vini locali, una scelta
che non è solo frutto di mero patriottismo. I viticoltori dell’Alto Adige, infatti, godono ormai da tempo di grande fama.
Non solo l’ormai noto Alois Lageder di Magrè ma tanti altri suoi colleghi, magari più piccoli, da Franz Haas al Barone Widmann fi no al Conte Enzenberg, la cui nomea è ormai, in tutta
Italia, eccellente. A Bolzano non mancano però nemmeno i grandi vini toscani, piemontesi o umbri. Ma le varietà locali sono sempre le migliori.