Montagne aperte. Tempo fossilizzato. Bletterbach.
Milioni di anni or sono, ad Aldino, una località situata a sud-est di Bolzano, il piccolo Rio Bletterbach scavava la terra su una lunghezza di 8 km incidendola fino a 400 m di profondità e
dando origine ad una magnifica gola, unica del suo genere in Europa. Il momento migliore per un’escursione al Canyon del Bletterbach, lungo il tracciato del sentiero geologico, è il pomeriggio, quando le condizioni di luce sono ideali, oppure dopo un temporale, quando il torrente è in piena e il suo alveo si trasforma in un incredibile e affascinante anfiteatro della natura. In tre ore di cammino, la visita consente uno sguardo alla realtà della Terra milioni di anni fa. La discesa nella profondità
del canyon, della durata di circa mezz’ora, mostra 260 milioni di anni di storia della nostra terra. Compiendo quasi un viaggio nel tempo, attraverso Paleozoico e Mesozoico (Permiano e Triassico), il Canyon del Bletterbach si propone come un libro aperto sulla storia del pianeta. “Chi scende nel canyon dovrebbe sempre gettare uno sguardo al cielo e tenere d’occhio l’evolversi del tempo”, si consiglia. Le nubi possono infatti muoversi con estrema rapidità e scatenare temporali improvvisi. Sedici tavole illustrative disposte lungo il sentiero che attraversa il canyon forniscono informazioni sui diversi strati di rocce nate nel corso di una trentina di milioni di anni, formazioni spesso insolite, capaci di suscitare la fantasia e partorire associazioni curiose con volti e figure, occhi, bocche, nasi e orecchie...
Un milione di anni - per noi un’eternità
È affascinante scoprire cosa i geologi riescono a leggere in questi strati, nelle sedimentazioni formatesi con lo scorrere degli anni. Il torrente, si dice, si fa strada, dando vita a meandri. Sulle pareti del canyon sono affiorate innumerevoli sedimentazioni di materiali di origine continentale e marina. Il porfido, lo strato più inferiore, è al contrario un tipo di roccia vulcanica, estremamente resistente all’erosione. Nubi di ceneri e lapilli si spostarono qui ad una velocità di 500 km all’ora. Pareti ripide
e scoscese e spaccature verticali ne sono ancora testimonianza. Oggi il torrente scende a valle placido e tranquillo, l’aria della sera è mite e gli ultimi raggi di sole fanno occhiolino tra la vegetazione. È difficile immaginare che tanto, tanto tempo fa, un’eternità impensabile per noi, una realtà concreta
per i geologi, vi fossero qui fossili ed esseri marini. I punti più cupi nelle pareti evidenziano la notevole presenza di materiale geologico di origine vegetale. Accanto a piante e alberi fossili, vi è stato anche il rinvenimento di microrganismi fossilizzati e tracce di diverse specie di sauri, ma anche di crostacei e cefalopodi a testimoniare, ancora una volta, che duecentocinquanta milioni di anni fa, il mare, espandendosi da est, si estendeva dall’America al Giappone. E che nulla rimane tale e quale. Ogni inverno, ogni maltempo, ogni azione degli agenti atmosferici e ogni erosione contribuiscono alla trasformazione della realtà circostante e fanno del Canyon del Bletterbach uno scenario naturale unico, un affascinante concentrato di geologia, un monumento naturale e un luogo di apprendimento.
Lasciati condurre ...
a malghe, masi e mulini. Oppure nel leggendario mondo di Aldino. E per i più giovani: canyon for kids. Escursioni guidate, Museum Card Aldino-Redagno e biglietti speciali per famiglie.
Sulle tracce della natura
Escursioni guidate sulle orme della natura. L’associazione Turistica locale propone escursioni speciali: dalle escursioni tra alberi e prati in fiore alle escursioni culinarie dedicate all’asparago in primavera fino alle settimane del Törggelen in autunno, dalle gite di castello in castello, alla visita delle piramidi di terra del Renon fino alle camminate per malghe o masi. Da non perdere, ovviamente, le escursioni guidate al Parco Naturale Monte Corno o al Canyon del Bletterbach.